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Carro di buoi tirato da scatola di Avigan

“Sembra di essere in un film”, affermazione che raccoglie tutta l’inquietudine nell’evolversi di una situazione che sembra oggi presentare una fine anche se lontana. Ricordiamo che a Bergamo si muore in casa, non c’è spazio degli ospedali, un dramma che non riusciamo neanche immaginare ma che capiremo solamente quando intervisteranno le persone che soffrono. Una speranza arriva dal farmaco nipponico, potremmo davvero sconfiggere questo mostro con i nostri metodi, sappiamo rimanere in casa perché abbiamo Internet, possiamo comunicare per salvare la nostra specie.

Si inizierà subito la sperimentazione, non c’è il tempo, solitamente un farmaco deve essere provato e riprovato ma ora possiamo solo sperare di salvare le vite delle persone con questa novità. Attualmente le terapie sono costituite da farmaci antivirali per la malaria e antibiotici, non sappiamo se sortiscono effetto o se intimoriscono ulteriormente il fisico ma servono come protocollo standard che non può essere sovvertito da un giorno all’altro.

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