Chiedono una bella storia al nonno e lui parla della pensione



La generazione dei nati degli anni 80 e la prima che si è trovata a fare i conti con il concetto di pensione inarrivabile,  a 34 anni con 11 anni di contributi si riceve  a casa la lettera arancione contenente il numero magico contenete l’eta  con cui potranno abbandonare il posto di lavoro. Iniziando a 23 anni l’attività lavorativa si può arrivare ad avere diritto alla pensione a 71: numero funesto nella smorfia napoletana. Una ulteriore mazzata da questo mondo che gli ha quasi azzerato le prospettive per il futuro, viene quasi da ridere a pensare di dover continuare a lavorare per un’età così inoltrata ma sistema pensionistico così come strutturato non si può reggere.

I trentenni di oggi saranno la prima generazione a pagare per i diritti conquistati dei loro genitori, le leggi che sembravano eque non possono reggere con un’aspettativa di vita che cresce di giorno in giorno. A fare bene i conti si può sopravvivere per i due terzi del tempo lavorato, non occorre essere degli astrofisici per comprendere come ci sarà un taglio netto in futuro, la legge Fornero è stata solo un assaggio.  Hanno iniziato a preparare il terreno per la totale cancellazione del sistema pensionistico, chi potrà permettersi di vendere alcune proprietà per pagarsi l’assistenza riuscire ad avere una vecchia rincoglionita cose per tutti gli altri faranno parte della prossima bomba sociale.

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