De Rossi lascerà la Roma a fine anno: “Suburra mi toglie troppo tempo”

I calciatori a fine carriera devono fare fronte ad un regime di vita dispendioso pur dovendo dire la parola fine a certe retribuzioni faraoniche. Nel passato quando gli stipendi erano meno esorbitanti, era più facile vedere un calciatore imprenditore, il potere d’acquisto era nettamente superiore e soprattutto lo spirito di iniziativa delle persone era tale anche per chi guadagnava tirando calci ad un pallone.

Ora è completamente diverso, e i top player sono delle vere proprie aziende con fatturati che superano di gran lunga il lavoro manuale di anche 200 persone. La visibilità con i nuovi mercati li ha resi delle divinità, non deve ingannare però la loro ricchezza: se vengono pagati vuol dire che rendono per quello che sono e la globalizzazione e anche questo: far arrivare a tutti lo stesso messaggio. Sembrerà paradossale ma è un meccanismo che permette maggiore meritocrazia tra le persone. Per gli Stati invece è tutto un altro mondo a cui noi non siamo interessati.

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