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Emergenza valanghe, vietato calare l’asso sul tre di briscola

La briscola è un appuntamento che manca alle famiglie italiane, legata al periodo vacanziero sempre più labile viste le ristrettezze economiche in cui vivono le famiglie italiane. È il primo gioco che si impara da piccoli, si prende dimestichezza con i numeri giocando con zii e cugini, un bel modo per terminare un pranzo  prima del riposino pomeridiano. Il piacere di conquistare il tre di briscola con l’asso è una goduria che va celebrata con la carta lanciata letteralmente sul tavolo, il classico rumore del ceffone che pare riprodurre quello dato agli avversari nella mano.

Nei bar gli anziani continuano a sfidarsi, non importa quante partite possono aver fatto, esattamente come i ragazzini al giardinetto potrebbero andare avanti fino a quando c’è il sole, anche loro crediamo facciano “l’ultima partita vale tutto”. Un bel modo per passare il tempo, in silenzio con spesso un nutrito pubblico ad osservare, pericolosi i tornei con anziani ancora in forma, soventi le risse e il lancio di sedie con gli anziani ancora in forma. Basta vedere le carte che subito siamo assenti dei ricordi, basterebbe tenerle in tasca per sentirsi più felici.

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