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Imam copia discorso ad Amadeus

Siamo nel periodo storico dell’indignazione  alla portata di tutti, digitando pochi caratteri si può mettere in piazza il proprio bersaglio e cercare altre persone che la pensano come noi. L’ appagamento da notifiche di cui tutti noi soffriamo non viene soddisfatto con qualità personali, il posto si cerca una preda, qualcuno da insultare per godere del del piacere di ricevere un sacco di like. Sono molti i ragazzi che si adoperano nel commentare il profilo di Salvini, oppure quello di quotidiani loro non graditi. Una serie di insulti fine a se stessi: non fa altro che aumentare la copertura delle pagine da loro detestate, in un giochetto di cui probabilmente non riescono a fare a meno per la dipendenza che hanno dall’empatia di una notifica.

Le affermazioni di Amadeus sono commisurate alla figura di un conduttore scafato che si appresta a presentare la trasmissione di punta della RAI. Sanremo giunge al 70º appuntamento e sembrava quasi che il suo alone di storia lo proteggesse dalle polemiche comuni a qualsiasi evento di questi tempi. Le parole sessismo e sovranismo sono arrivate anche all’Arston, facendoci capire che il tempo delle mele sia definitivamente finito, sta arrivando quello delle banane sulle quali ci dovremmo sedere sopra.

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