Impronte digitali contro i furbetti, napoletani in aspettativa fino a Capodanno



La mania di colpire indiscriminatamente ogni categoria lavorativa per compiacere quelle vessate, ci sta portando a perdere quei piccoli piaceri del lavoro statale. Le brioches per tutti i colleghi, quell’andazzo un po’ più lento poiché non c’è un capo a frustarci con le sue invettive. Era un bel mondo quello del lavoro statale, orario flessibile e la sicurezza di un impiego, molte persone non chiedono altro che poter vivere. Studiando con un semplice concorso si poteva diventare un dirigente pagato profumatamente, pur non avendo tutte le competenze:alla faccia di quelli che rosicano tutto il giorno.

L’invidia è il vero problema, invece che pensare cosa si è fatto nella propria vita per meritarsi qualcosa di più, si cercano ossessivamente i motivi per i quali si ha qualcosa di meno, tipico delle persone che non sanno prendersi le proprie responsabilità, purtroppo è più facile a trovare i difetti che pregi e noi italiani siamo dei maestri nel piangere e fottere. Non capiamo cosa ci sia di appagante nel sapere che un lavoratore deve mettere il proprio dito per entrare sul posto di lavoro, preferiamo un caffè preso con calma e qualche minuto di ritardo, chi può lo faccia chi non può taccia.

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