Orosei, turisti venduti come polli allevati a terra



Comprensibile come chi abita nelle località balneari abbia necessità di incrementare vertiginosamente i propri guadagni durante i mesi estivi, solitamente questo esborso è suffragato da una cortesia è un’attenzione atta ad ottenere il consenso dei clienti per fidelizzarli. In Sardegna spesso non è così, il turista è visto come un usurpatore con le fattezze di un pollo, sovente nei ristoranti vengono incrementati gli ordini per abusare del portafogli ma soprattutto dell’educazione; si vocifera che pratiche simili siano messe in atto addirittura dai supermercati con addetti istruiti a dovere.

Un comportamento simile può essere spiegato solamente con il disprezzo verso il turismo, colui che porta denaro e lavoro viene trattato come una pezza da piedi, il calo del 30% nelle prenotazioni probabilmente farà cambiare registro agli spigolosi abitanti della Sardegna. Menzione speciale va alla rosticcerie in luoghi strategici fanno affari d’oro, carne di maiale cotto venduto anche per 40 € al chilo e verdure per soli 15 € al chilo; menzione d’onore per le pescherie che adottano la politica del tutto a 30 Euro al chilo. A questo proposito ci sentiamo di consigliare il pescato del luogo, nulla che vedere con i gamberi calamari congelati venduti allo stesso prezzo. La Sardegna è anche buon cibo e cortesia con la pazienza e la voglia di cercare, siamo abituati alla cortesia anche falsa e questo ci fuorvia: un conto però   è essere genuini, altro fare deliberatamente gli indisponenti.

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