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Pirandello boccia La Casa di carta: “Molte maschere e pochi volti”

Il desiderio di mostrare ai grandi del passato l’intrattenimento moderno è un desiderio che nasce nella mente del giovane ingegnere spagnolo che ha creato la macchina del tempo. Figlio di ingegneri fin da piccolo era parso un bambino diverso dagli altri era rimasto affascinato dal passato, osservava i boschi immaginando di essere in un altra epoche come suggeriva il campo visivo, imparava a memoria le poesie per prendere bei voti e ottenere più giocattoli possibili,ma questo non gli bastava, era rapito da quell’italiano che non c’è più. Essendo pigro come un ghiro in letargo durante Interstellar si è occupato di rintracciare i migliori talenti presi a pedate dalla meritocrazia in Italia. In 5 mesi la macchina in grado di aprire un varco spaziotemporale era pronta, in men che non si dica fu impostata nel 1890 per entrare in contatto con uno scrittore a lui molto caro, Luigi Pirandello con la sua teoria dell’ostrica ne “I Malavoglia”: a questo proposito era solito ingurgitare grosse quantità di Lupini.

La voglia di quella Sicilia con sapori e agrumi incontaminati se non dalle molte culture, quelle storie anche drammatiche da poter rivivere con una società in grado di garantire l’incolumità, in verità si recò subito d Mazzarò per farsi offrire un lauto pranzo in campagna ma il libro lo descriveva come un tirchio mai visto, non solo non gli diede da mangiare ma addirittura gli scroccò due sigarette offrendogli un solo caffè. Dopo questa brutta esperienza la sera recò a colpo sicuro dai produttori di olio ma La Giara era vuota,  allora gli frissero le triglie nell’olio di semi: “ma che meridionali siete?” pensò tra se e se mangiando come un lupo. Stufo di quelle continue delusioni decise di andare a farsi fare un cannolo verso mezzanotte, incrociò un ragazzo che gli diede l’impressione di essere di fretta, schivo quasi nascondeva, urlò: “Mattia Pascal, quanto tempo!” lui si girò impietrito dal suo stesso nome e subito si allonanò frettolosamente, la serata era già stata magnifica e non avrebbe potuto chiedere di meglio; fino a quando incontrò “La lupa” e si dimentico di Pirandello perchè era anche brava a cucinare.

 

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