Ristoratori contro il Conte di Carrù: “Con la Repubblica più mangia mangia”




La monarchia in Italia è un retaggio che sopravvive in piccole realtà che spesso vi costruiscono la loro fortuna, come Livigno in provincia di Sondrio dove per regio decreto le tasse non venivano riscosse per favorire l’economia vista la penuria di strade che impedivano i commerci , il Principato di Seborga nella riviera ligure di ponente senza scomodare il più celebre Principato di San Marino: dove ammise di avere la residenza Al Bano Carrisi quando un giornalista gli fece notare, che l’assicurazione della sua fuori serie era meno esosa di quella per la sua utilitaria. La contea di Carrù ha continuato la sua placida esistenza seguendo i ritmi del Conte, ancorato dal titolo nobiliare agli obblighi che impone, almeno fino a quando gli si è presentata l’occasione con la riunione di tutte le cariche nobiliari svoltasi Tenerife sotto il patrocinio di Alberto di Monaco.


Nonostante la reticenza è stato convinto dai dagli amici a godersi per una volta la nobiltà in misura più romanzesca, non  si sa esattamente cosa gli sia capitato ma il Conte è apparso diverso al suo ritorno, abolita la levata mattutina in onore degli avi; al suo posto una  colazione dinamica che non fatichiamo a definire spartana. In paese si vocifera di presunte frequentazioni ambigue con ragazze assai più giovani, l’incompatibilità tra il suo nuovo modus operandi e gli obblighi lo ha portato a volere mollare ogni cosa pur mantenendo un facciata di attaccamento alla sua vita e alla sua gente. Il referendum pare essere stato proposto da lui stesso per vie traverse, per lasciare un bel ricordo ai volti amici che gli hanno regalato parecchi sorrisi durante le sue passeggiate al mercato, un conto è perdere un referendum, altro scappare come se ai fosse sempre odiata la vita vissuta con loro. A differenza dei loro compaesani i ristoratori si sono schierati apertamente contro il Conte, reo di non aver attuato politiche turistiche al passo con i tempi, il maggior limite della monarchia è forse questo: non tanto la centralità del potere ma l’impossibilità di gestirlo in maniera ottimale.


La votazione si è svolta con sabaudo rigore ma ha dato esito per lui nefasto, dura sorridere a denti stretti stringendo mani vogliose di congratularsi per la vittoria,  senza contare i volti contrariati che avrebbero fatto volentieri a meno di lui, una beffa grande come la fortuna che con l’incedere del tempo gli si è rivoltata contro. Piaccia o non piaccia al Comte toccherà ancora rimanere a carro, il famoso cartone animato diceva: “…Non si può dir di no al destino visto che sottomette pure i Re”. Dovrebbe guardarsi attorno rivolgere le sue attenzioni ad una donna più consona alla sua età, quella signora che lo criticava durante l’intervista sarebbe forse è quella giusta per metterlo in riga, sembrava arrabbiata ma chi disprezza compra…

 

 

 

 

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*