Rocco Siffredi esalta il Banolo: “Gli devo tutto”




Il Banolo è ormai  pilastro dell’economia di La Morra ma la suo origine riporta ai momenti bui patiti dalla cittadina piemontese, sembra impossibile visto che turisti da tutto il mondo la affollano per acquistare il il vino che vanta più tentativi di imitazione al mondo. Numerose le cause intentate dal comune contro aziende biotecnologiche straniere ree di aver provati riprodurre il vino, il mercato della virilità è in continuo aumento con sempre più uomini complessati e con livelli di insoddisfazione che somatizzano con disfunzione erettile. Questo fine settimana si svolgerà un evento che avrà il patrocinio di Rocco Siffredi che illustrerà senza paura di essere contraddetto i benefici a letto del Banolo. Va  preferito perché non è considerato farmaco dal Ministero della Sanità che pensa di limitarne la produzione o consentirne  la vendita esclusivamente a chi dimostri di essere in procinto di divorzio, moltissime le coppie che si sono trasferite a La Morra dopo aver ritrovato l’intesa dopo un bicchiere: al night club del paese si possono bere al massimo tre bicchieri.

Nel 1987 durante una serata tra scambisti gli uomini si ubriacarono di Banolo e le donne li sequestrarono per 36 ore, solo l’intervento delle teste di cuoio e dei lacrimogeni è riuscito a farle desistere. Un po’ di storia, il vino e le sue virtù furono scoperti durante l’assedio delle truppe napoeloniche in ritirata, depredavano case e chiese pensando ad ingozzarsi delle specialità del luogo. Terribile il supplizio dei Caponet, 10 tra donne e ragazze venivano obbligate a prepararne per tutto il tempo necessario a cuocere un enorme bollito che avrebbero dovuto consumare tutti senza salse, a Carrù venne bollito un bue intero per infliggere l’estremo vilipendio ai cittadini. Anche La Morra avrebbe dovuto subire la stessa sorte se non fosse stato per la sua posizione sopraelevata, le voci sulle razzie erano giunte fino a lì installando  nei cittadini la voglia di difendersi. A quei tempi in erano fiorenti due botteghe che producevano rivisitazioni delle più blasonate armi americane, in meno di una settimana tutti gli uomini in grado di impugnare un’arma ne ebbero una.L’assedio costò la vita a chi perì e la fame a chi resistette: le provviste finirono e dopo poco fu il turno dell’acqua, le donne avrebbero preferito morire piuttosto che preparare i Caponet: il femminismo per come lo conosciamo oggi muoveva i primi passi.

Anche gli uomini iniziarono a considerare concreta l’idea del suicidio, la lingua bollita senza bagnetto verde è tuttora un supplizio terrificante. Durante una di queste riunioni venne rinvenuto un barattolo di banane in decomposizione, adagiato sulla lastra di presunto meteorite donato da Cristofo Colombo dopo che fu invitato ad una merenda sinöira: “Me l’hanno donata gli indios: ha poteri inimmaginabili” Nessuno fece caso a quelle parole, specie perché le pronunciò all’arrivo del fritto misto alla piemontese. Presi dalla fame sorseggiarono comunque il contenuto del barattolo e nonostante fossero sfiniti nelle menti e nelle membra furono assaliti da inspiegabili erezioni poderose. Il poco sangue rimastogli nel cervello li fece delirare e facendoli correre davanti al nemico mostrando fieri la loro virilità. I francesi colpiti nell’orgoglio non ebbero più la forza di attaccare e si ritirarono. Le donne non rimasero indifferenti alla scoperta e in poco tempo avviarono la produzione di Banolo trasformando completamente l’economia e la storia di La Morra.” È consigliabile per implementare gli effetti del Banolo del cocco tartufato per dare un ulteriore spunto al turgore” lo dice Rocco Siffredi che dopo essere stato ospite di uno zio nel 1987 fece ubriacare tutti al night club diventando cittadino onorario. La sua carriera non sarebbe stata la stessa, un segreto che ha confessato solo recentemente: “Avevo paura mi fregassero il mestiere dopo tanto lavoro duro”.

 

 

 

 

 

 

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