Vicenza, la prima donna che partorisce senza dire una bestemmia



Le bestemmie in Veneto fanno parte purtroppo del quotidiano, non è solo la voglia di colpire una regione sfruttando la retorica funesta che affligge ogni ognuna di queste ultime in Italia. Il nord est  a dispetto dell’indotto e del volume di affari conserva una cultura paesana che porta ad una minore adesione, non tanto alla regole quanto alle norme, atteggiamenti ascrivibili alla ruralità imposta dalla povertà degli anni 80.

Solitamente la donna è colei che detta i ritmi della famiglia, oltre la gestione economica c’è anche educazione dei figli che passano con lei la maggior parte del tempo, a dispetto di quello che si crede per le odierne esigenze. Le persone non vanno giudicate da quello che dicono bensì da ciò che fanno, ma quando le parole risultano offensive viene meno il rispetto per il prossimo è conseguentemente, anche tutto quello che di buono si fa per andare a dormire con la coscienza a posto. La libertà finisce quando inizia quella degli altri ma siamo abituati a dare una dimensione coercitiva a questa frase, la bestemmia non la si pronuncia per cattiveria, non rendersene conto è se possibile una colpa maggiore.



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